Questa è l’ affermazione di molti, tra questi anche stimati ed affermati professionisti non certo scappati di casa.
Probabilmente per come viene Intesa da alcune aziende e come viene proposta dalla maggioranza dei guru è vero.
Ancora in troppi credono che se un certo amminoacido oppure una determinata vitamina all’ interno dell’organismo svolge un ruolo fondamentale soltanto aumentandone la disponibilità con delle polveri o compresse si ottiene un risultato superiore.
Escludendo alcuni casi clinici dove la grave carenza di una vitamina o minerale, oppure un eccesso di un singolo amminoacido devono essere corretti perché causano problemi di salute è sempre un errore somministrare mega dosi singole di qualsiasi elemento.
Ovviamente ci sono situazioni ed esigenze particolari che beneficiano di un integrazione anche singola mirata ma è una cosa riservata ad atleti professionisti e consigliata da persone altamente preparate.
Per un integrazione funzionale sarebbe meglio non sostituirsi alla natura, a Dio , al proprio organismo e decidere su basi semplicistiche singoli elementi, dosaggi e timing.
La cosa migliore è fornire al proprio organismo tutto quello che attraverso gli alimenti non ricava più per scarsità di qualità (allevamenti intensivi , mangimi sbilanciati, frutta e verdura raccolta prematuramente) o quantità ( diete molto ristrette, ridotta capacità di assorbimento per patologia, persone anziane).
Sarebbe meglio rifornire con gli integratori gli ingredienti che il nostro organismo utilizza per produrre quello che gli serve , nel momento che ritiene opportuno e nel qualitativo che decide lui.
Per questo motivo da anni porto avanti ed ho sviluppato preferibilmente pool di amminoacidi per garantire gli elementi utili a fabbricare tutto ciò che decide lui e fito composti per non rompere sottili equilibri.
Affidatevi a chi ha una visione olistica e non utilizza un approccio farmacologico agli integratori del tipo ho mal di testa , uso una molecola che si lega ad un recettore e spengo l’ interruttore del dolore ,o peggio, ho bisogno di più nos prendo l’ arginina ed ho risolto tutto.
“Lo sport è sempre stato lo strumento attraverso il quale mi sono meglio espressa ma mai avrei pensato un giorno, di salire su un palco con una disciplina che mette così a nudo come il body building.
Perché poche situazioni sanno essere sfidanti come un faro di luci che ti pone di fronte ad una giuria e ad un pubblico urlante… Situazioni che paralizzano o possono trasformarti in mito.”
Un’opera visiva e letteraria che racconta le passioni di una vita attraverso suggerimenti, esperienze, riflessioni, collaborazioni, scelte e successi.
Raccolte in un racconto per immagini e pensieri, viene descritta la carriera e la vita di una delle più grandi atlete di questo sport.
A partire dagli esordi per arrivare alle immagini di gara, dalla preparazione tecnica, all’essenza della disciplina chiamata body building, fino alle collaborazioni con artisti e fotografi, queste immagini svelano le scelte e i segreti che si affrontano durante questo percorso, in un volume che può essere da stimolo a chi è interessato a scoprire dall’interno questo meraviglioso e ancora misterioso universo del body building femminile.
“Con questa vittoria abbiamo raggiunto solo un traguardo ma abbiamo ancora tanto su cui lavorare. Smetto di pensare a ciò che mi ha ferito e mi concentro da subito sul COME voglio diventare. Nessuno può dirmi come devo essere. Nessuno può volermi uniformare a ciò che ci si aspetta da una donna body builder. Mi alleno per essere inquilina di un “palazzo” che mi piace . Al prossimo appuntamento con il palco sarò più GROSSA e più TIRATA “
Viviana Violante
Not Only Violante
Autore: Viviana Violante
Formato: 17 x 24 cm
Pagine: 200
Confezione: Brossura con Bandelle
Editore: CaneBianco.it
Uscita: settembre 2022
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Viviana Violante diventa un libro! E si, un’icona del bodybuilding italiano, e non solo, come la Violante ha deciso di scrivere e creare questo libro fotografico, NOT ONLY VIOLANTE, direi una cosa molto rara per un culturista italiano. In uscita a Settembre 2022 è già pre-ordinabile a questo LINK ! Di mio, vorrei dire due parle in merito su NOT ONLY VIOLANTE di cui ho avuto il piacere di leggerne una piccola anteprima, un libro diverso dal solito, un libro che troverete interessante, elegante e pieno di aneddoti e curiosità. Un libro fotografico, un racconto appassionato e che appassiona, un libor semplice e chiaro di una disciplina, uno stile di vita, una passione complessa e a volte non di facile comprensione, scritto da un’icona del culturismo italiano, Viviana Vilante. Un libro che ripercorre i ricordi da giovane atleta a star internazionale del bodybuilding femminile, mostrandoci le idee e le scelte di una campionessa indiscussa e mito di questa disciplina, un album dei ricordi, di passione e determinazione. Un libro PRE-ORDINABILE a QUESTOLINK – che aspettate? NOT ONLY VIOLANTE sarà in tutte le librerie da Settembre ma pre-ordinandolo avrete accesso ad uno sconto, aggiungete NOT ONLY VIOLANTE alla vostra libreria!
Lo squat è con tutta probabilità l’esercizio migliore per tonificare e rinforzare la muscolatura degli arti inferiori. La semplicità del movimento è tale che lo eseguiamo, inconsciamente, ogni volta che ci sediamo e solleviamo da una sedia.
La corretta esecuzione dello squat richiede una grossa sinergia tra numerosi gruppi muscolari, ognuno dei quali si rilassa e si contrae in specifiche fasi del movimento. Questo esercizio richiede inoltre una buona mobilità articolare, spesso del tutto inadeguata nelle persone sedentarie o decondizionate emotivamente. Anche per questo motivo lo squat viene spesso considerato il principale responsabile di infortuni alle ginocchia e alla bassa schiena. Sebbene il pericolo di subire questi spiacevoli incidenti sia fondato, basta adottare semplici misure preventive per vederlo diminuire sensibilmente. In fin dei conti è piuttosto raro che una persona si infortuni mentre cerca di sollevarsi da una sedia!
Le sollecitazioni che lo squat esercita su articolazioni, ossa e tendini, se ben calibrate, sono inoltre il presupposto fondamentale per un adattamento che le rinforzerà, garantendo una maggiore efficienza nei movimenti e diminuendo significativamente il rischio di infortuni.
Un po’ come le medicine lo squat, è dunque un esercizio straordinariamente efficace, che apporta enormi benefici pur avendo minimi effetti collaterali.
IMPARARE LA CORRETTA TECNICA DI ESECUZIONE:
Non importa che tu sia un bodybuilder, una ballerina o semplicemente una persona che vuole mantenersi in forma, se vuoi migliorare sensibilmente la forza e la tonicità degli arti inferiori devi imparare ad eseguire questo esercizio in totale sicurezza!
Ricorda che per uno squat più sicuro ed efficace è importante rispettare la seguente tecnica di esecuzione:
posizionare il bilanciere sulla rastrelliera ad un altezza di circa dieci centimetri più bassa rispetto alle spalle
afferrare l’asta con una presa leggermente più ampia rispetto alle spalle e con i palmi delle mani rivolti in avanti
passare con la testa sotto la sbarra e portare le spalle a contatto con l’asta (parte centrale del trapezio), le scapole vanno mantenute addotte (stringere leggermente le spalle)
controllare con l’ausilio dello specchio che il centro del bilanciere sia posizionato alla stessa distanza dalle due spalle
contrarre gli addominali e spingere con le gambe verso l’alto in modo da staccare il bilanciere dai supporti
lentamente fare un passo all’indietro avvicinandosi ai dispositivi di sicurezza (se presenti)
posizionare i talloni ad una larghezza leggermente superiore a quella delle spalle, avendo cura di ruotare le punte dei piedi verso l’esterno di circa 30°
spostare leggermente indietro il bacino mettendo in tensione i muscoli femorali; lentamente piegare le gambe scendendo verso il basso, senza lasciarsi cadere ma mantenendo i muscoli in tensione ed evitando movimenti laterali delle ginocchia
scendere fino a quando le cosce sono parallele al terreno o, se preferite, fino a quando l’articolazione dell’anca si trova alla stessa altezza di quella del ginocchio
se i vostri talloni si staccano dal terreno durante la discesa o avvertite seri problemi di equilibrio risalite nella posizione iniziale e riponete il bilanciere: non siete ancora pronti per eseguire l’esercizio
durante il movimento la schiena andrà mantenuta quanto più diritta possibile, evitando di inarcarla ma facendo attenzione a non sbilanciarsi all’indietro
poco prima di raggiungere la posizione di massima flessione iniziate a frenare maggiormente il movimento preparandovi per la risalita
raggiunta questa posizione spingere con forza sui talloni raddrizzando le gambe ma senza estendere completamente le ginocchia
durante la risalita la muscolatura delle cosce va contratta attivamente in modo che gli arti inferiori non compiano pericolosi movimenti oscillatori.
ripetere più volte
Se non siete ben allenati ed è una delle prime volte che eseguite lo squat affidatevi ad un personal trainer qualificato che vi assista durante l’esecuzione del movimento.
se avete a disposizione una swiss ball ( palla svizzera o medica ) comprimetela tra la parte bassa della schiena e la parete provando ad eseguire l’esercizio tenendo i piedi 20-30 cm più in avanti rispetto al bacino
quando sarete pronti iniziate lo squat a carico naturale (senza sovraccarichi), passando poi gradualmente ai manubri ed infine al bilanciere.
BENEFICI DELLO SQUAT:
Lo squat è utilizzato con successo in numerosi sport, sia per migliorare la performance, sia per ridurre il rischio di infortuni. Oltre a migliorare la forza e la massa muscolare nelle cosce e nei glutei lo squat apporta numerosi benefici anche al resto del corpo ed è pertanto molto utile anche ai non atleti. In particolare lo squat:
aumenta la resistenza di tutto il corpo
migliora la coordinazione e l’equilibrio
aumenta la densità ossea allontanando il rischio di osteoporosi e fratture
migliora la forza e la tonicità dei muscoli addominali, spinali e lombari e se svolto con criterio non causa ma previene il mal di schiena
migliora la resistenza di tendini e legamenti.
PER LE DONNE:
Lo squat, per quanto pesante esso sia, non vi farà mai sviluppare le masse muscolari tipiche di una culturista. E’ fisiologicamente impossibile, a meno che non si inneschino modificazioni ormonali stimolate da pratiche dopanti. Al contrario gli effetti positivi ottenibili dall’allenamento con i pesi sono numerosi. Innanzitutto grazie allo squat otterrete una figura più snella e tonica in quanto il muscolo è molto meno voluminoso del grasso; aumenterete inoltre il vostro metabolismo basale, cioè brucerete più calorie anche quando dormite o siete al lavoro, infine migliorerete il vostro trofismo osseo diminuendo sensibilmente il rischio di osteoporosi. Nel caso di sovrappeso, obesità o cellulite è consigliabile lavorare con carichi inferiori ed aumentare il numero di ripetizioni (oltre le 15-20 per serie)
EVITARE DI STRAFARE:
Molti ragazzi appena iscritti in palestra, intimoriti dai consigli degli altri utenti o peggio ancora dallo stesso istruttore, evitano lo squat come la peste. Dopo aver utilizzato esclusivamente macchine isotoniche per qualche mese sviluppano una discreta forza nelle cosce e nei glutei e decidono pertanto di includere anche lo squat nel loro programma di allenamento. Se questi ragazzi possiedono una sufficiente mobilità articolare per eseguirlo correttamente iniziano dopo poco tempo ad utilizzare carichi importanti grazie alla forza muscolare sviluppata con le macchine isotoniche. Purtroppo in questi casi, a differenza delle gambe, la regione lombare si trova spesso impreparata a sopportare le sollecitazioni imposte dal carico. In una tale situazione il rischio di infortuni aumenta vertiginosamente. Anche la situazione opposta (schiena forte e ginocchia deboli) è piuttosto frequente ma meno pericolosa della precedente, in quanto la debolezza di ginocchia ed arti inferiori è chiaramente percepibile e porta ad una spontanea limitazione del carico.
All’inizio degli allenamenti occorre quindi aumentare progressivamente i carichi di lavoro, senza esagerare. Poco importa se le ginocchia o la schiena possono spingersi oltre, nel primo periodo, per evitare infortuni, è meglio non esagerare.
IL BILANCIERE:
Prima di iniziare il movimento è importante assicurarsi che il centro del bilanciere sia posizionato alla stessa distanza dalle due spalle. La sbarra andrà appoggiata nella parte postero superiore delle spalle più o meno nella parte centrale del muscolo trapezio. Mantenendo il bilanciere più in basso si otterrà un maggior coinvolgimento dei muscoli ischiocrurali e della bassa schiena. Ponendolo nella parte alta del trapezio l’enfasi si sposterà invece sui quadricipiti. In ogni caso, per nessuno motivo il bilanciere andrà posizionato sul collo, onde evitare pericolosi danni alle vertebre cervicali.
EVITARE LE COMPENSAZIONI:
Le difficoltà dell’esercizio sono tali da far passare a molti la voglia di eseguirlo non appena, staccato il bilanciere, sentono la pressione del carico gravare su tutto il corpo. Ed è proprio a questo punto che la paura diventa responsabile di grossi errori di esecuzione come la discesa incompleta o la compensazione con ginocchia e bassa schiena. Quando il carico è molto pesante e lo sforzo quasi insostenibile si tende infatti a piegare maggiormente la schiena inclinando il busto in avanti all’inizio della fase di risalita. Ciò è indice di debolezza dei muscoli lombari e femorali. In questi casi si consiglia pertanto di diminuire un po’ il carico e rafforzare queste parti del corpo con esercizi specifici come gli stacchi o le estensioni del dorso.
Un altro errore piuttosto comune consiste nel piegare le ginocchia verso l’interno per facilitare la risalita. Questo errore tecnico è causato dalla debolezza dei muscoli quadricipiti che andranno rinforzati adeguatamente con altri esercizi come la leg extension.
ESECUZIONE DELLO SQUAT:
1) IMPARARE AD ACCOSCIARE:
Il mezzo squat è utile soltanto come esercizio complementare nell’allenamento degli atleti avanzati. Spesso questa variante dello squat tradizionale, vista la facilità del movimento, diventa un pretesto per sollevare carichi pesanti senza correggere le proprie limitazioni articolari. Ciò ovviamente esercita una forte compressione sulla cartilagine e sui tendini del ginocchio predisponendo il soggetto a lesioni anche piuttosto serie.
Al contrario una discesa completa garantisce il massimo sviluppo di cosce e glutei preservando le articolazioni. E’ dunque assurdo limitare la discesa per paura di subire infortuni o per impossibilità di eseguire correttamente il movimento. Se questi timori sono fondati alleggerite il carico e provate a scendere fino a quando le cosce si troveranno in posizione orizzontale. Se non riuscite ad eseguire correttamente l’esercizio e tendete a sollevare i talloni, riponete il bilanciere ed eseguite esercizi di allungamento dei polpacci.
Eventualmente, se siete alle prime armi, fatevi controllare dall’istruttore o dal compagno di allenamento, che vi segnalerà il momento giusto in cui fermare la discesa ed iniziare la risalita. Ricordate che nella fase finale del movimento il bacino dev’essere arretrato, più o meno sopra i talloni, ciò minimizza la tensione sulle ginocchia e rende l’esercizio più efficace nel sviluppare la muscolatura glutea.
2) TALLONI A TERRA:
E’ importante mantenere i piedi ben aderenti al terreno durante tutto il movimento. Il sollevamento dei talloni durante lo squat mette infatti in serio pericolo l’intera articolazione del ginocchio. Questa limitazione è causata dalla ridotta mobilità della caviglia a sua volta legata ad un’eccessiva tensione della muscolatura dei polpacci. Sistemare un rialzo al di sotto dei talloni aiuta senza dubbio a risolvere il problema ma sottopone le ginocchia a stress piuttosto severi. Durante l’esercizio bisogna infatti accertarsi che le ginocchia non si estendano mai oltre le punte dei piedi. Quando ciò accade aumentano notevolmente le sollecitazioni sul tendine patellare ed il rischio di infortuni aumenta considerevolmente.
NB:
Testare la propria idonetà all’esercizio prima di utilizzare sovraccarichi. Con le mani sui fianchi simulare lo squat mantenendo la schiena diritta e lo sguardo rivolto in avanti. Se nel punto di massima flessione i talloni rimangono appoggiati al suolo il test è superato e si può procedere con l’esecuzione dello squat su panca senza sovraccarico per perfezionare la tecnica di esecuzione. Si può comunque risolvere il problema utilizzando appositi esercizi di stretching in grado di migliorare la mobilità delle caviglie nel giro di poche sedute
3) PIEDI LEGGERMENTE DIVARICATI:
Sebbene la posizione ideale dei piedi vari leggermente da soggetto a soggetto, generalmente la loro distanza ottimale è leggermente superiore rispetto alla larghezza delle spalle. Le persone più alte spesso si trovano meglio con una posizione maggiormente divaricata e viceversa. La punta dei piedi leggermente ruotata verso l’esterno associata ad una posizione divaricata (squat “sumo”) accentua l’enfasi sugli adduttori e sugli estensori della coscia mentre una posizione più stretta accentua l’enfasi sui quadricipiti. Tuttavia tali accorgimenti spesso non valgono la candela dato che variazioni dalla posizione standard possono causare problemi articolari anche piuttosto seri. Durante lo squat la posizione dei piedi è infatti molto importante, non solo per garantire adattamenti muscolari specifici, ma anche per proteggere l’articolazione del ginocchio e le vertebre lombari.
Una posizione più larga diminuisce lo sforzo sul legamento crociato posteriore, mentre una più stretta lo aumenta. In quest’ultimo caso il legamento crociato posteriore tende a limitare la rotazione e l’iperestensione del ginocchio rendendo necessaria una compensazione della schiena che dovrà piegarsi di più durante il movimento. Per questo motivo svolgere l’esercizio con i piedi piuttosto vicini per isolare i quadricipiti esterni espone ginocchia e schiena a rischi piuttosto elevati.
Quando si esegue lo squat con i piedi particolarmente distanti gli adduttori si contraggono intensamente per assistere il quadricipite durante il movimento. Questa posizione aumenta tuttavia lo stress sul legamento collaterale mediale e l’alterata distribuzione dei carichi sulla superficie articolare del ginocchio può causare problemi articolari alla cartilagine ed alla rotula.
4) SGUARDO DIRITTO:
Mentre si esegue lo squat è importante fissare un punto diritto dinanzi a se per migliorare coordinazione ed equilibrio durante il movimento. Mantenere la testa diritta è inoltre importante per consentire alla schiena di rimanere nella giusta posizione durante la risalita. Abbassando troppo lo sguardo si corre invece il rischio di incurvare eccessivamente la regione lombare aumentando lo stress in questa delicata zona del corpo
5) IMPARARE A RESPIRARE:
Quando si eseguono esercizi con i pesi normalmente si consiglia di espirare durante la fase attiva del movimento ed inspirare durante quella passiva. In questo modo si evita che la pressione arteriosa aumenti troppo, risparmiando al cuore inutili sforzi. In alcuni esercizi svolti a corpo libero come lo squat questa regola viene però stravolta. Se quando si utilizzano carichi leggeri la tecnica respiratoria tradizionale è tutto sommato corretta, quando l’esercizio diventa impegnativo occorre modificarla radicalmente per proteggere la colonna vertebrale dalle importanti sollecitazioni che gravano su di essa.
In particolare quando si esegue lo squat bisogna inspirare poco prima di scendere, trattenere il respiro ed espirare quando la risalita è ormai completa. La saturazione di aria nella cavità addominale tende infatti a distenderne e a irrigidirne le pareti diminuendo le sollecitazioni sulle vertebre lombari. In fin dei conti, se ci pensiamo bene, trattenere il respiro durante uno sforzo come il sollevamento da terra di un vaso pesante, è un atto piuttosto istintivo che a maggior ragione andrà rispettato durante l’esecuzione di un esercizio impegnativo come lo squat.
6) STRINGETE I DENTI:
La sensazione di bruciore sulle cosce durante il movimento è unica. Non a caso la pressione che il bilanciere esercita sulle spalle e su tutto il resto del corpo durante il movimento ha fatto e farà desistere molti dal praticarlo. Sono proprio queste situazioni a mettere in risalto la grinta e la determinazione di un atleta stabilendo il netto confine tra campioni e dilettanti. Se volete crescere e progredire mettete in questo esercizio tutta la vostra forza e coraggio, i risultati non tarderanno ad arrivare.
SENZA RIPOSARE:
Non fermatevi nella posizione finale ma mantenete una tensione muscolare costante durante tutto il movimento. Invece di estendere completamente le ginocchia e riposarvi al termine della risalita provate a scendere quando le ginocchia sono ancora leggermente piegate, vi stupirete di quanto più intenso diventerà l’esercizio. La maggior fatica imporrà una riduzione del carico e questo non potrà che giovare alle vostre articolazioni. Se eseguite lo squat al multipower potete chiedere ad un amico di posizionare i fermi ad una altezza inferiore di circa cinque centimetri rispetto al punto in cui si trovava il bilanciere all’inizio dell’esercizio.
MULTIPOWER SI O NO?
Come tutte le macchine anche la mulltipower o smith machine offre alcuni benefici ma anche qualche svantaggio. Sicuramente questo attrezzo è utile a chi non possiede sufficienti qualità tecniche per eseguire correttamente lo squat tradizionale. La macchina costringe tuttavia la colonna vertebrale del soggetto ad un percorso obbligato durante il movimento e ciò causa parecchi problemi alle vertebre lombari. Per questo motivo è bene iniziare l’esercizio con i piedi più avanti di venti-trenta centimetri rispetto al bacino. In questo modo aumentano le sollecitazioni alle ginocchia ed il rischio di infortuni, ma la schiena trae sollievo rimanendo diritta durante tutto il movimento. Alla multipower diventa più agevole anche l’esecuzione dello squat frontale (una variante dell’esercizio tradizionale in cui il bilanciere è tenuto anteriormente nella parte alta delle spalle).
LA CINTURA:
Potrà tornarvi utile per adattare alla vostra vita sottile i pantaloni a gamba larga che ospiteranno le poderose cosce sviluppate con questo esercizio! Scherzi a parte, l’utilizzo della cintura di contenimento, tanto cara ai powerlifter, ha senso solo durante le serie più impegnative. Sicuramente più utile e proficuo concentrarsi sul potenziamento dei muscoli addominali, obliqui e lombari, contraendoli attivamente durante il movimento. Utilizzare frequentemente la cintura durante gli allenamenti ha lo stesso effetto collaterale del busto. Questo sostegno artificiale impedisce infatti ai muscoli del torchio addominale di lavorare liberamente, interferendo con il loro sviluppo. Bisogna poi considerare, che se da una lato una cintura ben stretta diminuisce il rischio di ernia al disco, dall’altro aumenta notevolmente quello di ernia inguinale a causa delle forte pressioni intraddominali che si vengono a creare.
VARIANTI:
Mezzo squat, squat frontale, squat con manubri, squat al multipower, squat con salto, squat con swiss ball alla parete, sissy squat, squat monoarticolare a corpo libero.
NOTA IMPORTANTE: IMPARA A CRESCERE!
Gli esercizi multiarticolari come lo squat sono l’ideale per stimolare la crescita muscolare di tutto il corpo. Il forte impegno anaerobico e le grosse quantità di acido lattico prodotte stimolano infatti la secrezione di potenti ormoni anabolici come il GH ed il testosterone. Se non ci credete provate a guardarvi in giro in palestra: probabilmente vedrete molti ragazzi con spalle larghe e gambe sottili ma difficilmente vedrete delle belle gambe abbinate ad una parte superiore esile o fuori forma.
Quattro chiacchere con la professionista Cristina Maffeis, IFBB PRO Women body builder.
1) Grazie per essere qui con noi per questa intervista Cristina, è un piacere averti qui con noi! Iniziamo subito con una classica domanda, C’è stata una persona o un evento che ti ha ispirato a diventare una bodybuilder?
Ciao Vittorio, grazie a te. Bè dai 18 anni ad oggi mi sono sempre allenata in sala pesi, evitando passando i corsi per me troppo noiosi. Da 20 anni mi alleno in una Palestra dove il body building la fa da padrona, partendo dai macchinari rigorosamente Panatta per arrivare a chi nell’arco dei 20 anni di cui ti parlavo, ha frequentato questa palestra per prepararsi agli show.
Ma devo ammette che c’è stato un momento di svolta, nel 2008 andai a vedere il Nord Italia a Sanremo, evento organizzato da Dennis Giusto e Rossella Pruneti e li mi innamorai ancor di più di questa disciplina. Quindi nel 2008 iniziai a preparami per gli show del 2009 nella mitica categoria “bodyfitness” categoria che ora ha il nome di Figure. Col passare degli anni ero sempre alla ricerca di nuovi muscoli arrivando così oggi, alla categoria Women Body building!
2) Perché, cosa ti è piaciuto del bodybuilding che ti ha spinto fino agli show?
Sai, sono sempre stata attratta da quei corpi perfetti, talmente perfetti che io stessa pretendovo la perfezione su di me. Così mi ero posta l’obiettivo di gareggiare, preparando il Nord Italia a Sanremo nel 2009 e una volta salita su quel palco non sono più riuscita a farne a meno!
3) E’ complicato essere una donna con i muscoli, lo ancora?
Sai Vittorio, purtroppo viviamo in una società dove ancora oggi la donna coi muscoli è giudicata in modo negativo. Non importa se chi ci giudica è fuori forma rispetto a noi, per la gente, chiamiamola “normale”…permettimi di usare il virgolettato.. .noi bodybuilders siamo fuori dai canoni della società, e le donne forse ancor di più, e quindi difficilmente veniamo accettate. Un tempo ci restavo male, oggi mi dico: grazie al body building ho vinto la battaglia contro l’anoressia, quindi… Bodybuilder a vita ;)!
4) Quanto il body building femminile ha aiutato il fitness moderno, e di conseguenza l’agonismo, secondo te?
Ho notato che nell’arco degli anni sempre più ragazze/donne si sono avvicinate alla sala pesi e questo a parer mio è molto positivo. In fin dei conti alzare pesi oggi, non significa essere muscolosa il giorno successivo ed è proprio questo che il mondo femminile piano piano ha capito. Riguardo l’agonismo, a mio parere molte ragazze, che possono essere delle buone bikini, hanno iniziato ad avvicinarsi alle competizioni nello stesso modo che ho fatto io… Andando a vedere una gara, ma anche grazie ai social, soprattutto Instagram, che ogni giorno ci fa vedere delle bikini davvero mozzafiato e chi non vorrebbe essere come loro? 😉
5) Come vedi l’agonismo attuale? Le tue preferite?
Lo vedo sempre più alla ricerca della femminilità in ogni categoria, compresa la categoria hard ( Women Body building, N.d.r) e credo fortemente che sia giusto. Muscoli e femminilità = accoppiata vincente!
Le mie body builder preferite, sono sicuramente: Andrea Shaw e Theresa Ivancik!
Mentre le mie bikini preferite, sono: Lauralie Chapados e Alessia Facchin.
Andrea Shaw IFBB PRO WBB – Theresa Ivancik IFBB PRO WBB
Lauralie Chapados IFBB PRO BIkini – Alessia Facchin IFBB PRO Bikini
6) Cosa significa essere una PRO IFBB oggi o cosa dovrebbe essere dal tuo punto di vista?
Da quando ho vinto la Pro card nel 2018, sono sempre stata una persona coi piedi ben saldi a terra, senza pretese, senza vanti e spesso restando nel mio mondo in incognita, credo che sia la cosa migliore… Le persone mi vogliono bene proprio per il mio essere genuina, vantarsi troppo a volte è controproducente ma rispetto le scelte altrui e chi esprime in modo completamente diverso il suo essere Woman BB. A livello lavorativo, una professionista ha più credibilità verso i clienti e verso il lavoro che viene svolto nei loro confronti per ritornare in forma.
Quello che vorrei fortemente è una maggior ricerca, da parte di aziende del settore sportivo, di sponsorizzarci. In America, e non solo, gli sponsor aiutano moltissimo gli atleti, ecco dovrebbe essere così anche in Italia in quanto i costi da sostenere per noi atleti sono davvero molti ed essere sponsorizzati sia a livello economico che di integrazione non sarebbe una brutta cosa.
7) Questo mi porta alla domanda: oggi in Italia le atlete Hard si sono quasi completamente estinte, o comunque vengono richiesti dei canoni molto più contenuti, penalizzando una donna ritenuta eccessivamente muscolare. Cosa pensi di questa tendenza?
Mi ricollego alla risposta che ti ho dato prima, ora la categoria hard non significa solo muscoli ma anche femminilità, spesso accantonata proprio per la voglia di avere sempre più muscoli. Quindi a oggi credo che il compromesso migliore è qualche cm in meno di muscoli con molta più femminilità.
8) Parliamo di alimentazione. Che aspetto ha il tuo tipico piano alimentare giornaliero? E Quando sei a dieta, come affronti la fame e la mancanza di energia? Utilizzi alimenti specifici per aiutarti a rimanere “piena” e ad avere meno fame? Quali sono i tuoi tre integratori preferiti e perché? E quali consiglieresti fondamentali di base?
Il mio piano alimentare viene bilanciato in base alla fase nella quale mi trovo, se sono in bulk ovviamente carbo e grassi alti, se sono in cut carbo medio bassi, zero grassi e proteine. Per me la parola dieta non esiste, esiste lo “stile di vita” fortunatamente è raro che io abbia attacchi di fame e cali di energia in quanto il mio preparatore Alberto Grazia, sa bene come bilanciare il tutto evitando proprio cali di energia e attacchi di fame.
L’alimento che utilizzo per sentirmi sazia è il finocchio crudo che adoro sgranocchiare perché mi rilassa!
I tre integratori che non devono mai mancare sono, secondo me: OMEGA3 per tenere sotto controllo il colesterolo, Eaa per il recupero muscolare durante e post allenamento. Delle buone Proteine idrolizzate ottime in quanto sono a rapido assorbimento ed è ciò di cui hanno bisogno i muscoli. E questi stessi li consiglio a chi pratica il body building.
9) Allenamento. In termini di amatoriali. Le donne devo allenarsi come gli uomini? Oppure sono diverse?
Assolutamente no, le donne hanno comunque una struttura completamente diversa dagli uomini e soprattutto le donne hanno ormoni in continuo cambiamento mensile, quindi sulle donne bisogna puntare molto su allenamenti che contrastano ritenzione idrica, gonfiori vari. Quindi gli allenamenti vanno differenziati nel modo più assoluto.
10) Ultima domanda! Parliamo del tuo futuro agonistico e ultima domanda. Cosa vuoi dire ai tuoi fan e se c’è qualcuno a cui vuoi rivolgere un messaggio speciale, ti stai preparando per qualche gara in particolare in questo momento?
Il mio futuro agonistico lo sto affrontando e vivendo ogni giorno puntando a migliorarmi sempre di più. A chi mi segue costantemente e mi sprona giornalmente con messaggi di incoraggiamento, mi sento di dire GRAZIE PER ESSERCI la vostra presenza, anche se virtuale aiuta davvero tanto e mi da grande carica.
Se devo ringraziare qualcuno in particolare, oggi ringrazio me stessa che nonostante la vita attuale non sia molto facile, ho la testa ben focalizzata verso gli obiettivi prefissati da tempo.
Gare in programma? Chi lo sa?!?! Seguitemi e lo scoprirete!
Ringrazio con tutto il cuore Culturismo Italiano, in particolar modo Vittorio Gagliano per avermi dato l’opportunità di raccontarmi e di esprimere i miei pensieri riguardo questo pazzo, fantastico, affascinante mondo chiamato bodybuilding!
1) Grazie per essere qui con noi oggi Roberto, cosa ti ha spinto ad iniziare con il culturismo?
Oggi oltre 40 anni di amore per questa disciplina, ne ho 60 ma avevo 18 anni quando insieme a degli amici ci costruimmo una piccola palestra fatta solamente di bilancieri e manubri, una panca e una sbarra per le trazioni. Era da poco uscito il film Conan il Barbaro e fu per me una vera ispirazione!
2) Quale è stato ad oggi il momento più bello del tuo percorso nel body building?
Mai pensato di diventare un bodybuilder serio o tanto meno di gareggiare, cosa che accadde per la prima volta nel 2002, dove alla mia prima gara vinsi il “Tosco Emiliano” e mi qualificai per il centro nord Fit Italy. Nel 2015 decido di risalire sul palco, in questi 5 anni le soddisfazioni sono state tantissime vincendo quasi tutte le gare nazionali e diventando campione Italiano, ma quelle più belle certamente sono L’ Arnold Classic Elite , l’Europeo Elite e in fine il Mondiale Elite! Sai sentire L’ inno nazionale suonare per te è un emozione grandissima!
2a) Possiamo scrivere ricapitolando: Oro nei MONDIALI MASTER OVER 60, Oro agli EUROPEI OVER 55. Poi oro ll’ ARNOLD CLASSIC Elite, oro al CAMPIONATO ITALIANO Fit Italy, Oro agli EUROPEI OVER 60 e argento agli EUROPEI OVER 50 Elite. Complimenti!
3) A distanza di tempo, guardando indietro, pensi che il bodybuilding e l’agonismo abbiano in qualche modo cambiato e determinato la tua vita?
Certo il bodybuilding ti cambia, dal momento che decidi di fare questo sport seriamente sai che per dei periodi abbastanza lunghi non avrai una vita sociale normale, dove ci saranno sacrifici e rinunce, ma ne varrà la pena…almeno per me!
4) Cosa ti piace del bodybuilding e cosa magari non ti piace del bodybuilding odierno? E come vedi l’agonismo attuale?
Bè come tutti gli sport anche il bodybuilding attuale ha i suoi pro e i suoi contro, quello attuale da la possibilità a più persone di salire sul palco è vero, una volta era uno sport per pochi lo dico con un pò di nostalgia credo.
5) Chi sono i tuoi miti nel culturismo e perchè?
Vedi, il bodybuiding e una scelta di vita diventare grossi a tutti i costi anche se non si hanno le doti è un rischio, o accontentarsi. BOB PARIS è stato il bodybuiding a qui mi sono ispirato, non solo muscoli ma bellezza e estetica quello che ha avvicinato tantissima gente comune a questo sport ,il contrario di quello che sta accadendo ora dove questi bodybuilders enormi piacciono solo a una ristretta fascia di persone e allontano il grande pubblico.
6) Come gestisci il tuo piano alimentare? E cosa, a tuo parere, non dovrebbe mai mancare in un approccio alimentare mirato per diventare grossi?
ll mio piano di alimentazione che ormai da anni è sempre quello, e cambio solo le quantità magari, in base al periodo in cui mi trovo, con uno sgarro settimanale e poi riso, uova, carne rossa, pollo pesce e verdure . Ma quello che poi paga è sempre la costanza e la dedizione!
7) Secondo te, è vero che si diventa troppo facilmente PRO ad oggi? E come vedi queste nuove opportunità per l’agonismo italiano?
Si, si vedono troppi atleti diventare pro vincendo una gara e non avendo mai vinto un titolo mondiale o Arnold Classic per dire. Forse un metodo diverso per diventare pro sarebbe meglio.
8) Longevità agonistica e muscolare nel tuo caso sono una certezza, come e cosa consigli per perseguire questo stesso risultato a chi ci legge?
Non c’è dubbio che la genetica fa la sua parte, ma come già detto la costanza e non esagerate alla lunga paga. Ogni categoria a i suoi canoni precisi, ma una cosa che guardo negativamente in un bodybuilder è lo stomaco dilatato, fianchi larghi e la pelle che non abbia difetti. Non mi sento di dare consigli a nessuno, ma solo non abbiate fretta! Ammalarsi per vincere una coppa non ne vale la pena.
9) In chiusura, vuoi dire qualcosa ai nostri lettori che ti seguono? Progetti futuri?
A questa età, 60 anni pieni, fare progetti è un azzardo , ci sono tante cose che determinano la possibilità di fare progetti i figli, la famiglia il lavoro e la salute, vediamo. Anche perché tutti gli obiettivi che mi ero proposto sono riuscito a centrarli. Allenatevi sempre con la testa e consci della vostra vita anche fuori dalla palestra. Essere un esempio per tanti giovani, far capire loro che se le cose si fanno bene senza esagerate e senza correre questo sport non è il male, è per me il giusto premio di 40 di devozione a questa disciplina. Grazie Vittorio per questa piacevole intervista, a presto.
Roberto Massagli foto del 02 Febbraio 2020, 60 anni.
Grazie Alex per aver acconsentito a questa intervista, come stai prima di tutto in questo particolare periodo storico che stiamo vivendo e come ti sei avvicinato al bodybuidling?
In questo periodo ho riscoperto il valore delle cose piccole , non che me lo fossi dimenticate prima , ma vivendo un settore tra i più maltrattati a causa della pandemia mi sono sentito molto vicino agli amici e colleghi più sfortunati di me. Fortunatamente negli anni passati sono riuscito a diventare stabile e ho retto il colpo. Ho potuto aiutare molti clienti / amici e ho riscoperto il valore di una telefonata di un messaggio di una botta sulla spalla per dire insieme ce la facciamo , valori umani che prima con i ritmi frenetici della società e le leggi dei numeri di oggi avevamo perso.
2) La tua fisicità, sicuramente non passa inosservata, te la porti sempre dietro, è difficile sdoganare il: sei solo il tipo tutto muscoli che fa palestra, che devi capire tu?
Oggi è quasi impossibile , negli anni 80-90 quando ho iniziato stavamo riuscendo grazie all’ influenza dei veri trascinatori, non gli influencer senza arte ne parte di oggi, partendo da Arnold abbiamo portato alla ribalta uno stile di vita ed una mentalità vincente. Tenacia , disciplina, intelligenza di adattamento, voglia di dimostrare a fatti non a parole. C’erano i farmaci anche allora ma non erano la centralità come oggi. Campioni professionisti con fisicità che nemmeno oggi vediamo facilmente discutevano su dosaggi che oggi usano le bikini che si definiscono Natural. Ci si allenava senza che nessuno ci vedesse e lo sapesse , eravamo motivati e spinti da passione vera e non per manie di protagonismo. Non ci conosceva nessuno, nessuno ci metteva i like eppure la motivazione l avevamo lo stesso, ed era quella giusta…. Siamo passati da esempi vincenti alle foto imbarazzanti ed i video su tik tok per attirare facilmente l’ attenzione di personaggi discutibili, e dopo lamentarsi dei loro commenti. Oggi sono tutti brutte copie di esempi sbagliati in partenza, una si inventa una foto provocatoria dove tutto sembra tranne un atleta professionista e dopo una settimana è pieno della stessa dappertutto. Dobbiamo lavorare sulla professionalità, sulla formazione , alzare il livello dei valori. Di ragazzi in gamba ne abbiamo tanti bisogna valorizzare loro e tutte le persone che fanno cose buone e buone azioni.
3) La tua carriera agonistica è una costellazione di trofei e medaglie, ma c’è stata una competizione in particolare che più ti è rimasta nel cuore e perché?
Può sembrare retorico ma la conquista più grande che ho fatto è stata quella di fare della mia passione il mio lavoro. Ho iniziato come tutti facendo da testimonial per varie aziende di quel periodo ma quasi subito ho capito che la mia immagine da atleta sarebbe durata giusto il tempo di qualche gara. Non c’erano i social era tutto cartaceo ma a nostro modo eravamo già conosciuti attraverso le copertine, gli articoli , e soprattutto le gare vinte. La differenza principale è proprio questa. Una volta per essere conosciuto dovevi essere un campione vero , vincere gare veramente difficili che non ci sono nemmeno più , farti notare per i risultati. Oggi chiunque si apre gratuitamente una pagina Instagram e si auto proclama campione , prima non lo decidevi tu ma gli altri se lo eri oppure no. Oggi sono il responsabile del mio settore in una delle più grandi aziende italiane , ho formulato delle referenze che vendono bene da anni, mi sono creato una stabilità che non credevo nemmeno di raggiungere senza essere figlio o amico di nessuno , senza chiedere mai favori e senza mai approfittare o prevaricare disonestamente qualcuno. Ho lavorato e aspettato che qualcuno si accorgesse che quello che facevo era utile e di valore senza pretendere mai nulla prima di aver dimostrato cosa sapevo fare. Ci ho messo dieci anni per vincere il mio primo due torri , sempre secondo …. Ci ho messo dieci anni per salire sui piani alti del mio lavoro …. Un esempio banale ma per dire che ho adottato per entrambi i casi l unico metodo che conosco , alzarsi la mattina e uscire di casa per crearsi un futuro. Se invece ci limitiamo alle gare sul palco porto nel cuore le delusioni e le sconfitte. Quelle mi hanno dato tanto e costretto a fare i conti con i piedi per terra. La più educativa dal quel punto di vista fu un mondiale in India , avevo vinto l Arnold Classic e mi sono presentato sotto tono e montato di testa. Ho preso una mazzata incredibile contro atleti locali di cui non immaginavo nemmeno l esistenza Non erano sui social , forse non avevano nemmeno il telefono , non avevano tute e scarpe firmate , solo ciabatte di plastica , ma sul palco oppure sul ring o in pista si va a nudo e vince anche il più povero e sconosciuto quando ha lavorato meglio di te. Da lì ho vissuto le gare in maniera completamente diversa e ogni volta che ho vinto ho sempre portato rispetto agli avversari. Quando perdo invece, soprattutto se non ho fatto tutto quello che dovevo mi incazzo ancora anche dopo dopo 28 anni di gare, ma lo spirito agonistico è anche questo.
4) Come ti alleni e come mangi? La nutrizione quanto è importante per te nel culturismo?
Ti rispondo facendo riflettere chi legge al posto di rispondere in maniera banale. Chiedi a 10 agonisti pieni di muscoli come si allenano Sentirai 10 metodi diversi , ma se gli chiedi cosa mangiano ti diranno tutti e 10 le stesse cose. Credo che la corretta nutrizione sia fondamentale. Nell allenamento l obbiettivo è l intensità, uno stimolo sempre nuovo per attivare tutti i processi fisiologici necessari , poi come la raggiungi se ne può parlare. Sono stato docente ad un congresso internazionale della FiF prima della pandemia. Dopo ore le conclusioni sono state le stesse di sempre, non c’è un protocollo standard, punto. Negli ultimi 60-70 anni nulla di nuovo sull allenamento a parte fare delle zuppe di teorie e concetti vecchi, oppure inventarsi nomi di fantasia e teorie inesistenti. Potrei scrivere teorie complicate usare termini da scienziato , nel mio lavoro a volte devo farlo se sono ad un congresso , ma nella vita di tutti i giorni spiego e parlo come mangio , ed io mangio da body builder , riso , pollo , verdure, oli e grassi funzionali alla dieta. Poi se qualcuno va in gara con 5000 calorie al giorno e con 4 pasti liberi a settimana ci dica anche quanto gh, insulina, stimolanti, clenbuterolo , diuretici ed ormoni tiroidei assume così parliamo tutti come mangiamo …
5) Allenarsi per il bodybuilding anche per fare gli show, perché oggi un ragazzo dovrebbe approcciarsi a questa disciplina oggi, secondo te?
Io non consiglio più a nessuno di approcciarsi al mondo agonistico per come è oggi. Lascio la libertà di scegliere e se proprio vuole cerco di non fargli fare cazzate che paga tutta la vita… Per questo non faccio il preparatore ma ho in azienda una staff che si occupa di cosa fare dopo le gare e non come arrivarci. Preferisco curare che ammalare, la mia testa mi dice così, e per questo non dico a nessuno di fare tutto quello che ho fatto io ma di tenere di me solo il buono spiegando i miei errori invece di ascoltare chi ti dice si è sempre fatto così. La maggior parte delle cose non sono dette ma tutti le sanno e finché un preparatore che cerca di preservare la salute per quanto possibile viene sostituito da chi , a fronte di una quinta elementare sul tavolo e migliaia di followers promette di farti diventare chi non sei , il nostro sport può solo morire … Io ho ricoperto ogni tipo di ruolo e fatto ogni tipo di esperienza in questo mondo, sia come atleta che come imprenditore , ho fatto l istruttore a 5 euro ma poi ho avuto 3 palestre , ho fatto il testimonial, ma ho avuto negozi, e ho poi creato la mia linea Ho fatto il giudice ho fatto il promoter e mi sono occupato dei back stage da anni. Conosco molto bene tutti gli aspetti e quando sento lamentarsi dei canoni e delle federazioni ci sarebbe da fare un passo indietro e ricordarsi che vengono giudicati gli atleti che si presentano non quelli che vorremmo vedere quindi se nove bikini su dieci hanno i baffi vengono giudicati quelli , il problema va risolto in palestra non sul palco a giochi fatti.
6) Cosa ti sembra che si possa fare, dal tuo punto di vista, per migliorare il culturismo in Italia?
Una cosa bella ma impossibile sarebbe eliminare i social , o meglio bannare alcuni tipi di messaggi e contenuti. Ma se restiamo sulle cose fattibili si potrebbero usare i social in maniera corretta facendo della giusta informazione , condividendo le proprie esperienze e conoscenze in modo da evitare ai nuovi di commettere errori e portare avanti un messaggio sbagliato. Il problema e che poi ogni volta che succede qualcosa ognuno rimane solo e viene dimenticato invece di venire a galla. Finché ognuno guarderà il proprio giardino per ego e soprattutto per paura del confronto per non rischiare di essere contraddetto saremo sempre vittima di gruppi che più che sportivi sembrano sette di personaggi alla Wanna Marchi.
7) Allenati, mangia , dormi, recupera e cresci. Il discorso è semplice. Ma allora com’è possibile che ogni settimana esca un nuovo articolo in cui personaggi più o meno qualificati illustrano le loro tecniche segrete per aumentare muscoli e definizione?
Come ho detto prima qui sull allenamento non c’è nulla di nuovo da almeno 50 anni ed anche nel mio lavoro che grazie alle nuove tecnologie industriali ha fatto passi avanti non è stato scoperto quasi nulla. Leggo di molecole innovative , di ingredienti magici propositi da aziende e personaggi nati ieri che non hanno nemmeno l umiltà di andarsi a leggere la storia del nostro mondo per capire se sono dei geni oppure cretini. L errore è semplice ed evidente. Ognuno che arriva di nuovo crede che prima di lui il mondo non esistesse e che nessuno ha mai provato a fare le stesse cose oppure allenarsi allo stesso modo. Capisco la voglia di far sapere al mondo che esisti ma c’è modo e modo. Solo uno stupido può credere che nessuno prima di noi , senza dargli un nome e creare un brevetto , non abbia mai provato a fare delle ripetizioni con un peso per poi passare subito ad uno più leggero oppure ad altro esercizio ecc ecc. I drop set sono degli anni 40 …. Siamo nel 2022 Le serie interrotte sono degli anni 70 con massaroni , siamo nel 2022 , gli amminoacidi ramificati sono di diogurdi , il mio prof tra l altro , e sono degli anni 80 , li vediamo ancora nel 2022… Eppure c’è chi non conosce Filippo , Francesco e probabilmente nemmeno i classici metodi Weider , sarebbe come se un appassionato esperto di calcio che non conoscesse Pelé e Maradona. Ridicolo Bisogna studiare la storia dell’ evoluzione se vogliamo essere davvero innovatori. Cosa vuoi inventare se non sai nemmeno cosa e stato già fatto. Leggo di miscele definite innovative che non solo conosciamo da decenni ma che abbiamo addirittura abbandonato da decenni, oggi me le ritrovo in mano al testimonial di turno che poveraccio in un ambiente povero di soldi e costretto per lavoro a fare il copia e incolla di un testo assurdo fatto da chi dovrebbe essere l esperto…., Mi fermo qui che è meglio.
8) Raccontami un pò del tuo bodybuilding, cosa è per te questo stile di vita?
Mi viene in mente una parola sola … Disciplina, applicata in tutto.
9) Prossimi impegni agonistici ?
Non ho nessuna gara programmata , anzi negli ultimi anni non ho mai programmato nulla Mi metto in forma quando ho un po’ di tempo da dedicare a me stesso e dopo vedo se ci sono gare. Una volta programmavo le giornate facendo ruotare tutto intorno agli allenamenti ai pasti etc. Oggi sono 90% manager e 10 % atleta Mi alleno nei ritagli di tempo e mangio quando posso , per fortuna vivo un po’ di rendita ed un po’ di miti sfatati tipo mangiare ogni due ore , così riesco lo stesso ad arrivare in gara come se vivessi in palestra notte e giorno.
10) C’è qualcosa che vuoi dire a chi ci sta leggendo, e anche ai tuoi fan , per dare il massimo e migliorare nel bodybuilding, agonistico e non?
Ricordati che sei un atleta agonista oggi e solo per un periodo più o meno lungo , ma sei un uomo per tutta la vita. Coltiva la tua vita a 360 gradi pensa al futuro dopo le gare anche se sei giovane e lo vedi lontano , allena tutti gli aspetti dell’ essere umano, non solo i muscoli. Domani puoi smettere per mille motivi, economici , familiari , di salute o semplicemente per tua volontà. Quando questo accade devi avere una strada pronta per proseguire il resto della vita. Cerca quello che ti piace e quello che sei in grado realmente di fare e fallo. Non sognare l America e cazzate simili , non rovinare la tua vita e di chi ti sta accanto per cose che durano una stagione. Io c’è l ho fatta e sono l ultimo degli scemi anche se la percezione che hanno le persone è molto più alta della mia reale capacità… Però come dicevo sopra , io c’è l’ ho fatta perché ho trovato la mia strada in mezzo a tante , ho fatto quello che mi piaceva e sapevo fare sempre con i piedi per terra e i sogni nel cassetto. Una possibilità arriva sempre per tutti …. La tua abilità sarà riconoscere quella giusta.
1) Grazie per essere qui con noi per questa intervista Carlo, è un piacere averti qui con noi! Finalmente ci siamo riusciti! Iniziamo subito con una classica domanda, quando hai iniziato con il culturismo e perché? E Cosa ti ha portato a decidere di far le gare?
Ciao Vittorio! innanzitutto grazie mille per concedermi l’opportunità di rispondere a questa tua intervista. Senza dilungarmi troppo, credo che la tua pagina e tu come persona siate un valore aggiunto al bodybuilding italiano. Ho cominciato a gareggiare nel 2012 nel circuito WABBA, ma mi sono sempre allenato con i pesi fin da quando avevo 14 anni; molto spesso la palestra era complementare agli sport che facevo come ad es rugby, lotta… Quando per motivi universitari, sono stato impossibilitato a seguire allenamenti con orari prestabiliti, mi sono dedicato totalmente al bodybuilding. Avendo sempre avuto una mentalità agonistica, dopo poco tempo, decisi di affrontare la mia prima preparazione per una gara.
2) Qual’è stato fino ad oggi il momento più bello del tuo percorso nel bodybuilding? C’è lo puoi descrivere?
Credo che fondamentalmente siano stati 2: la vincita dell’Arnold Classic Amateur Ohio e il momento in cui sul palco del Romania Muscle Fest Pro, durante il mio debutto da Pro, sono stato chiamato al primo call out a fianco ad atleti del calibro di Peter Molnar.
3) Chi ti allena e come ti alleni?
Mi allena Giuseppe Romano, una grande scoperta e un grande coach che mi ha portato al tanto desiderato tesserino Pro. Il focus nella preparazione di Giuseppe Romano è l’allenamento per cui mi alleno sempre a cedimento con numerose serie, mantenendo un’intensità decisamente elevata. L’altra cosa fondamentale per me negli allenamenti è avere uno spotter: il migliore per me è la mia ragazza che mi ha assistito e mi assiste ad ogni allenamento fino alla mia ultima ripetizione (pur essendo estranea a questo mondo).
4) Quali sono gli errori più frequenti che vedi fare negli allenamenti dei principianti a cui potresti dare un consiglio?
Parlando in generale, l’errore più grande credo sia trovare scuse come “sovrallenamento”, “buffer”etc… per allenarsi il meno possibile.
Entrando nello specifico, e adesso riderai, io personalmente vieterei l’utilizzo delle cuffiette a chi solleva pesi per le prime volte: non riescono ad ottenere il giusto focus e la giusta connessione mente-muscolo e soprattutto è molto più difficoltoso da parte dell’istruttore effettuare una rapida correzione dell’esercizio, in quanto non sono in grado di sentirti. 5) Qual’é il tuo esercizio o muscolo preferito che ti piace allenare?
Il muscolo che mi piace più allenare, nonostante la sofferenza, sono le gambe e difatti il mio esercizio preferito è l’Hack-squat.
6) Come descriveresti la tua dieta? Che approccio usi e, se li usi, che integrazione preferisci?
La mia dieta è la più semplice del mondo: riso/farina di riso (mio grade amore), carne rossa, pesce, olio/avocado (altro mio grande amore), sale e acqua.
Scherzi a parte, avendo moltissime intolleranze sono costretto ad usare solo questi alimenti. Giuseppe mi ha insegnato l’importanza dell’utilizzo dei carboidrati, non scarichiamo mai a zero ed è stata la svolta per me.
Come integrazione uso molte vitamine, epatoprotettori e a ridosso dell’allenamento uso ciclodestrine e amminoacidi essenziali.
7) Ora parlaci della tua vita da culturista, Immagino che allenamento e lavoro occupino molto del tuo tempo. Con quali hobby e interessi devi bilanciare la tua vita?
Hai detto bene: le mie giornate sono scandite dall’allenamento, preparazione dei pasti e dal mio lavoro di personal trainer. Ho un grande hobby anche se definirlo così è riduttivo poiché per me e la mia ragazza è come un figlio: il nostro cane Honor. Il bene che proviamo per lui è indescrivibile.
8) Chi è Carlo Michellini, l’uomo?
Carlo Michellini è un uomo molto determinato, tanto da risultare a volte un difetto. Se mi metto in testa una cosa, per me fermarmi è impossibile.Sono anche una persona senza tanti fronzoli e che tiene molto alla famiglia che si è costruito: mi sento realizzato quando vedo la mia ragazza e il mio cane felici.
9) Cosa separa un campione da un dilettante nel tuo punto di vista, e perché? E Cosa significa essere un PRO IFBB secondo te oggi?
Da un punto di vista pratico-economico in Italia essere un Pro IFBB non significa nulla, dal momento che vivere solo di bodybuilding è impossibile. Allorquando un atleta svolge la propria attività in modo professionale, per me non ci sono differenza tra amatore e professionista perché l’impegno deve essere uguale: il massimo. La cura dei dettagli è fondamentale e sono proprio questi a fare la differenza. L’unica differenza che ho riscontrato è la consapevolezza interiore di aver raggiunto l’obiettivo principale per chi si approccia a questa disciplina.
10) Parliamo del tuo futuro agonistico e ultima domanda. Cosa vuoi diere ai tuoi fan e se c’è qualcuno a cuoi vuoi rivolgere un messaggio speciale, Ti stai preparando per qualche gara in particolare in questo momento?
Io e Giuseppe abbiamo obiettivi molto ambiziosi a breve termine, ma viste le problematiche dovute al Covid e non essendoci ancora nulla di certo, per scaramanzia aspetto ad espormi.
Non so se ho molti fan, ma vorrei dirgli una frase che può sembrare una frase fatta, ma credo che non ci sia nulla di più vero: inseguite sempre i vostri sogni e vedrete che con impegno e fatica tutto ciò che volete si realizzerà.
Grazie nuovamente a te Vittorio per questa opportunità e per l’amicizia che ci lega da ormai quasi 10 anni.
1) Grazie per essere qui con noi per questa intervista Luca, è un piacere averti qui con noi! Iniziamo subito con una classica domanda, quando hai iniziato con il culturismo e perché?
Ciao Vittorio! Colgo l’occasione per ringraziarti dell’opportunità, seguo la tua pagina da tempo e stai facendo un ottimo lavoro, la prima volta che sono entrato in una sala pesi avevo 15 anni e decisi di andare perché ero in sottopeso e di molto anche, appena entrai già dal primo contatto con la ghisa, all’atmosfera hardcore che si respirava fino alle foto dei bodybuilder appese alla pareti sentii che non avrei più lasciato quel posto.
2) Cosa ti ha portato a decidere di far le gare? E ti ricordi quale sensazioni hai provato alla tua prima gara?
Bè fondamentalmente mi spinsero a provare data la mia risposta veloce all’allenamento, ben 24kg in due anni scarsi (ovviamente non di sola massa muscolare) il mio preparatore dell’epoca mi disse che potevo provare a fare una prima esperienza, avevo 21 anni decidemmo per il Mr Italia di Sapri che in quegli era una delle tappe fisse di molti atleti, mi sentivo agitato ma nello stesso momento super eccitato perché finalmente avrei fatto quello che facevano i miei idoli sulle pagine di Flex (Rivista del settore n.d.r.) che ho sempre collezionato dal 2006 fino all’ultima uscita in edicola. Realizzai il tutto quando misi il mallo la prima volta, vinsi la categoria juniores e da li in poi, sono arrivato oggi a poter ricordare e raccontare 10 anni di gare fino a coronare il sogno di essere un Pro.
3) Quale gruppo muscolare consideri una debolezza? Come hai aggiustato il tuo allenamento per compensare questa?
Sai avendo una struttura ampia il mio problema è quello di riempire più che fare un lavoro su muscoli per accentuare linea e shape, il mio tallone d’Achille è lo spessore dorsale. Abbiamo lavorato tanto con il mio coach Giuseppe Romano nella multifrequenza settimanale allenandolo più volte a settimana da tutte le angolazioni con tecniche di intensità diverse ad ogni seduta. C’è sempre da lavorare per migliorare ma i risultati sono stati notevoli.
4) Chi ti allena e come che metodi preferisci quando ti alleni?
Il mio coach è Giuseppe Romano, ci troviamo sulla stessa linea di pensiero perché la priorità per me come per lui è dare importanza agli esercizi fondamentali di base, spazio a tante tecniche di intensità sui muscoli carenti a seconda del periodo off o pre-contest , ma cmq tutto l’anno rimaniamo su un lavoro con esercizi base pesanti e un volume abbastanza alto di serie gestendo mono e multifrequenza.
5) Quali sono gli errori più frequenti che vedi fare negli allenamenti dei principianti a cui potresti dare un consiglio?
Bè purtroppo Youtube e i social sono stati un grande aiuto per il nostro settore, ma hanno avuto anche un effetto negativo perché purtroppo vedo perdere molto tempo in esecuzioni da atleti di elite per voler imitare campioni di un certo livello e tecniche particolari tralasciando i fondamentali che sono la base della costruzione muscolare, di conseguenza a questo molti ragazzi credono di non aver bisogno di un coach avendo a portata di mano tante informazioni e purtroppo disinformazione che porta a tanta confusione, è un po come cercare di imparare a palleggiare come Cristiano Ronaldo prima di imparare a calciare il pallone
6) Quali sono fra queste le caratteristiche che secondo te dovrebbe avere un body builder per diventare un PRO e perché: massa, linea, definizione, un posing curato, vascolarizzazione, simmetria, vacum addominale?
Bella domanda… sicuramente dipende dalla categoria ma in primis per me massa e proporzioni muscolari, il tutto poi mostrato al meglio con una definizione e densità e un posing accurato, è molto importante come ci si mostra sul palco per dare giustizia alla forma portata dopo mesi di preparazione.
7) Come descriveresti la tua dieta?
Semplicemente descriverei la mia dieta funzionale, questo perché a seconda di quello che ricerca il Culturista va a manipolare i macronutrienti in modo da lavorare su una fase della preparazione. Non soffro il nostro regime alimentare anche se non comprende moltissimi alimenti perché amo ciò che mangio e le fonti che utilizziamo quindi è per me anche un piacere, adesso siamo in una fase di supercompensazione quindi si alzano le calorie derivate soprattutto dai carboidrati e grassi per sfruttare al meglio allenamenti per la costruzione di nuova massa muscolare, diamo spazio al giusto recupero psicofisico concedendoci anche dei pasti liberi.
8) Quali sono secondo te gli integratori, se li ritieni utili, che non dovrebbero mai mancare in una alimentazione da culturista?
Sono sicuramente quelli che vanno a sopperire le mancanze che in alcuni periodi posso esserci: multivitaminico e vitamine specifiche a seconda delle esigenze, omega 3 e un buon adattogeno per il sistema nervoso per atleti più avanzati, poi l’integrazione specifica per l’allenamento che può variare dalla semplice isolata con delle ciclodestrine a integrazione più tecnica a seconda dell’intensità dell’allenamento.
9) Cosa separa un campione da un non campione nel tuo punto di vista, e perché? E chi è il tuo mito del bodybuilding mondiale?
Secondo me, fondamentale è la mentalità, il campione non si sente arrivato mai, non lavora sotto gara 3 mesi all’anno e poi torna alla normalità ma vive tutto l’anno dedicandosi al miglioramento costante. Il campione è bene e male, è anche rinunciare a molto della vita quotidiana per dedicarsi in modo ossessivo a primeggiare, i veri campioni che hanno fatto la storia non solo nel bodybuilding sono stati quasi tutti infondo dei solitari nell’animo in carriera e poi hanno dedicato molto a dare al prossimo dopo la carriera. La dimostrazione in persona è Dorian Yates che ha superato il talento di molti con il suo lavoro, anche se come estetica i miei idoli rimarranno sempre Flex wheeler e e il compmpianto Shawn Rhoden.
10) Quale messaggio speri di trasmettere al tuo pubblico e i tuoi programmi futuri?
Il messaggio che vorrei trasmettere è quello di credere sempre nel proprio potenziale, non puoi pensare di non essere abbastanza se non ti metti realmente alla prova, e di affidarsi a dei veri professionisti che vi mostrino la strada giusta senza bruciare le tappe. Il nostro prossimo obiettivo con il coach Romano è quello di portare il fisico a un livello superiore per essere competitivi sui palchi professionistici
1) Grazie per essere qui con noi oggi Gianni, cosa ti ha spinto ad iniziare con il culturismo? E Perché, cosa ti è piaciuto del bodybuilding?
Ciao Vittorio! Semplicemente? Bè da bambino vedendo i film di Ercole, Sansone, Maciste, Ursus con Steve Reeves etc… mi sono innamorato dei fisici possenti che avevano!
2) Chi sono i tuoi miti nel culturismo e perchè?
2) Sicuramente i campioni anni 80/90 sono stati per me le mie muse ispitatrici, Lee Haney, Kevin Levrone, Flex Wheeler sono per i migliori di sempre perché sono l’espressione massima e umana della bellezza di un bodybuilder, secondo me!
3) A distanza di tempo, guardando indietro, pensi che il bodybuilding e l’agonismo abbiano in qualche modo cambiato e determinato la tua vita?
3) Si il Bodybuilding e l’agonismo hanno formato molto il mio carattere formando in me il desiderio di migliorare e affermarmi in ogni attività che intraprendevo con la grinta di raggiungere sempre l’obiettivo.
4) Cosa ti piace del bodybuilding e cosa magari non ti piace del bodybuilding odierno? E come vedi l’agonismo attuale?
4) Bè il Bodybuilding ti fa entrare in un mondo infinito di cultura dove impari a conoscerti a imparare come il nostro organismo funziona e quanto riesce a darti se trattato con rispetto è uno studio continuo, una emozione infinita. Il Bodybuilding moderno sta andando, per me, da anni nella esagerazione dove l’elite sarà sempre per più pochi e molto rischiosa per tanti… L’agonismo attuale ha troppe categorie, calzoni al ginocchio, mutandoni, HP, Men´s Physique ecc…
5) Oggi in Italia, e magari anche in altre parti del globo, i grossi, quelli che davvero ti lasciano a bocca aperta sono molto meno rispetto a prima, o comunque vengono richiesti dei canoni molto più contenuti, penalizzando forse uno sviluppo muscolare ritenuto eccessivamente muscolare. Cosa pensi di questa tendenza?
5) Semplicemente? Bè si dovrebbe premiare la completezza la bellezza, la simmetria, la definizione e la linea, non i kg.
6) Cosa ti sembra che si possa fare, dal tuo punto di vista, per migliorare il culturismo in Italia?
6) Bè a parte le infinite categorie.. che però hanno anche il suo lato positivo possono essere lo stimolo ad iniziare questa stupenda disciplina. Non ho niente da suggerire.
7) Come alleni una parte del corpo che consideri carente, qual’é il tuo approccio? E invece un muscolo che ti piace allenare?
7) Il gruppo carente l’ho sempre trattato con tecniche miste piramidali, super set, rest-pause, alternando periodi con molte serie (36) recuperi bassi con periodi poche serie (18) recuperi alti, e periodi allenandolo 2 volte a settimana e periodi 1 volta. Mi piace allenare gambe e petto 😉
8 ) Longevità agonistica e muscolare nel tuo caso sono una certezza, come e cosa consigli per perseguire questo stesso risultato a chi ci legge?
8) Sai la longevità in questo sport è per la maggiore parte insita nel proprio DNA, ma anche di come abbiamo cura e rispetto del nostro corpo ascoltando ogni messaggio che ci trasmette, vita sana e mentalità sempre giovane e positiva piena di obiettivi e progetti!
9) Cosa consiglieresti a chi oggi si allena per l’agonismo e per mettere su muscoli, sia in termini di alimentazione che di workout?
9) come dico sempre, Vittorio, una buona alimentazione è alla base di tutto. Niente eccessi, ottimi integratori in cui credo molto come amino acidi essenziali, ramificati, glutammina, creatina, vitamine, e sempre un buon bilanciamento degli elettroliti, proteine in polvere di alta qualità, e qui non bisogna trovare il prezzo più basso ma la qualità maggiore! Ricordate! Per l’allenamento mai risparmiarsi fino all’ultima ripetizione. Ricorda, deve essere quella che non c’è la fai a finirla da solo… 😉
10) In chiusura, vuoi dire qualcosa ai nostri lettori che ti seguono? Progetti futuri?
10) Bè i miei progetti sarebbero il mondiale Elite del 2022 negli over 60 fino ad allora niente agonismo. Ai lettori volevo dire: Ricordate visualizzate l’obiettivo e prendetelo, se lo vuoi, se ci credi con tutto voi stesso, ci riesci!!!
1) Grazie per essere qui con noi oggi Diego, cosa ti ha spinto ad iniziare con il culturismo?
Salve a tutti ragazzi, grazie a te Vittorio, per questo momento con voi, sono molto felice di essere qui. In realtà questa domanda l potrei direttamente collegare anche alla terza. L’incredible Hulk! O meglio il grande e grosso Lou Ferrigno! Guardare Lou Ferrigno nell’incredibile Hulk, mi ha motivato e spinto verso qusta disciplina, non mi sembrava vero che potesse esistere un uomo così muscoloso. E’ lui, la sua immagine, il suo carisma che qualche anno dopo mi ha spinto verso questo disciplina e ad entrare in una palestra, avevo circa dodici, tredici anni quando comincia ad appassionarmi al culturismo.
2)Quale è stato ad oggi il momento più bello del tuo percorso nel body building?
Sai, ho iniziato a gareggiare nel 1984 e fino al 2019 consecutivamente ogni anno, senza mai fare una pausa agonistica. Onestamente non credo ci sai UN momento in particolare, perché se vivi questa disciplina in toto, tutto il percorso che fai, gli allenamenti, la dieta, il palco, tutto è un momento di piacere e da ricordare. Quindi è sempre un bel momento, sia nei lati negativi che positivi. Se la vivi appieno questa disciplina. Anche se in questi ultimi due anni, per motivi legati alla pandemia che conosciamo tutti, non ho potuto calcar alcun palco, continuo a vivere questa passione giorno per giorno. Forse uno show speciale c’è però, a pensarci bene, sai sono stato professionista IFBB dal 1992 al 1996, dove ho fatto uno show post-Olympia piazzandomi decimo con tantissimi atleti del Mr. Olympia, uno show dove ho ricevuto anche il plauso e i complimenti dei giudici che mi dissero che con qualche chilo in più sarei stato un ottimo atleta anche sul palco del Mr. Olympia, una soddisfazione così mai vissuta prima in vita mia, davvero bello. Spero di tornare nuovamente nel 2022 all’estero per una nuova gara.
3) Chi sono i tuoi miti nel culturismo e perchè? Come ho già detto Lou Ferrigno grande esempio e grane fonte di ispirazione per me in questa disciplina, è sicuramente lui il mio mito.
4) Cosa ti piace del bodybuilding e cosa magari non ti piace del bodybuilding odierno?
In generale è che il bodybulding è un Arte. Vivendolo appieno e bene, con un equilibrio che serve ed è alla base per goderne appieno di ogni sfaccettatura di questa disciplina. Quello che non mi piace è che ormai è diventato una cosa insostenibile, troppo spinto diciamo così, manca quell’equilibrio che ti dicevo poco fa. Non c’è più la longevità che vi era un tempo, non è più il bodybuilding che faccio e che ho fatto io, diciamo così, purtroppo.
5) Cosa consiglieresti al neofita come primo approccio alla dieta e all’allenamento per il culturismo?
Consiglierei un buon programma alimentare, un buon programma di allenamento graduali, fatti con cognizione, e specialmente nell’alimentazione non troppo programmati rimanendo ossessionati dalle quantità, come se fossero vitali. Ma seguire un approccio molto più personale coadiuvato da un tecnico esperto in materia, non un’improvvisato come molti di oggi, purtroppo ma una persona che vi possa creare un programma per voi, stessa cosa per l’allenamento.
6) Sei ancora oggi uno dei bodybuilders più longevi e competitivi Italiani, e puoi tranquillamente gareggiare con gli juniores, battendoli sicuramente, qual’è il segreto per poter essere così?
Grazie per il complimento ma nessun segreto particolare. Intanto mantenere un equilibrio, sempre. Non accelerare, non cercare di bruciare le tappe, fare tutto con la giusta intelligenza e la testa, sempre. Non voler subito arrivare alla meta, che poi meta non è perché ricordiamoci che vogliamo proseguire in questa passione il più a lungo possibile. Sempre testa e intelligenza, il vero segreto per essere sempre competitivo e in forma.
7) Cosa ti sembra che si possa fare, dal tuo punto di vista, per migliorare il culturismo in Italia?
Per migliorare il bodybulding italiano secondo me, dovremmo intanto eliminare i giudici di oggi. E mettervi dei giudici che hanno cognizione di un bodybuilding più sostenibile e livelli altrettanto non esasperati. Senza rischiare la salute. Prendi ad esempio il Mr. Olympia, ad oggi ci sono i mostri ma secondo me presto verranno soppiantati dai Classic, è quello un livello che considero sostenibile e non esasperati. Quindi io farei e proporrei più un tipo di culturismo di questo tipo, più sull’idea dei men’s classic division, ad oggi.
8) Chi è Diego Martines, l’uomo dietro i muscoli?
Una persona semplicissima, come te, che non ha grilli per la testa pur avendo vinto varie gare internazionali, e magari dovrei atteggiarmi, ma non fa per me, non sarei io. Un uomo che va sempre per la sua strada, che fa più fatti che chiacchiere. Il bodybuilding poi non è solo la mia vita, ma una parte di essa, sono anche un padre di famiglia a cui piace passare del tempo con loro e dedicargli tutto quello che posso. Un equilibrio, sempre.
9) Potresti consigliarci una buona routine per braccia migliori?
Guarda una buona routine per le braccia te la dico subito: sei esercizi, tre per i bicipiti e tre per i tricipiti, alternati in senso di muscoli antagonisti ( ex: 1-Bicipiti, 2-Tricipiti, 3-Bicipiti, etc..) cinque serie, per tre minuti di recupero. Con questo allenamento qua è improbabile che le tue braccia non crescano! E lo consiglio anche per tenerlo per lungo tempo.
10) Cosa vuoi dire a chi ci sta leggendo per dare il massimo e migliorare nel bodybuilding, agonistico e non?
Per dare il massimo nel bodybulding devi sempre seguire bene le cose, applicarsi nell’alimentazione e nell’allenamento, e non avere fretta. Queste sono le basi. Ovviamente il bodybuilding non è per tutti, perché seguire la dieta, allenarsi, collegare il tutto con lavoro e famiglia, ci vuole costanza e perseveranza, mai mollare. Un saluto a tutti gli appassionati e gli amanti di qeusta splendida disciplina! Grazie ancora per questa intervista Vittorio, a presto.
Abbiamo una grossa passione, sollevare ferro, sognando l'America con la cultura italiana. Determinazione, sogni, passione!!!